Sperimentare con L elettronica e il computer
Con l'elettronica e il computer
Sperimentare con l'elettronica e il computer (già Sperimentare) è la classica rivista rivolta agli hobbisti di elettronica (i patiti del saldatore, insomma) che appena all'inizio degli anni '80 avavano scoperto i calcolatori personali a basso costo: Commodore e Sinclair in particolare. La pubblicazione cerca di gestire la difficile crisi di identità che la porta ad oscillare fra le due anime: elettronica tradizionale e computer; crisi che viene risolta forse solo nel momento in cui presenta dei progetti hardware/software per l'espansione dei sistemi home con circuiti più o meno utili.
Recensione apparsa su webriviste a cura di Sonicher:
Numero 9 - Novembre 1984 - Lire 4.000
Sperimentare con l'elettronica e il computer è una rivista di elettronica convertita "per l'occasione" al mondo dell'home computing. Questi (1984) sono gli anni d'oro per l'home e spopolano i vari Commodore 64, Sinclair Spectrum e Apple IIe.
La rivista si concentra sulle prime due marche trascurando il personal della Apple evidentemente per una scelta precisa. Immagino che la diffusione dei personal della Commodore e della Sinclair siano le chiavi di lettura di questa scelta.
L'anima elettronica della pubblicazione e' comunque ben presente sia con progettini legati al mondo del personal che con circuiti piu' "classici" come alimentatori, amplificatori BF, etc...
Una interessante notizia a pagina 13: e' uscito il computer portatile della Commodore (chiamato "executive"). Il target non puo' piu' essere l'hobbista casalingo ed infatti il richiamo della notizia titola "L'ufficio con la maniglia"; una pretesa che fa ridere oggi, con il senno di poi: chi mai poteva illudersi di trasformare una "macchinetta" di poca spesa in un vero computer da ufficio?
"Informatica risponde" è il titolo di una rubrica stile "posta dei lettori" a cura, udite, udite: "...della professoressa Rita Bonelli". C'e' scritto proprio cosi': "la professoressa". C'e' anche la foto: e' proprio quella di una professoressa: sulla quarantina, forse di piu', taglio di capelli che probabilmente la invecchia ulteriormente e una camicetta abbottonatissima. La foto e' a mezzo busto ma immagino la gonna sotto il ginocchio e le calze opache... A parte la descrizione dello stereotipo della scuola che fu, quello che volevo arrivare ad osservare e' che gli articoli sono scritti per la maggior parte da professionisti con tanto di laurea in matematica, probabilmente, o magari in scienze dell'informazione. Al contrario oggi scrivono tutti, a cominciare dai ragazzini appena immatricolati all'università! Non che sia un male, solo che a cercarlo un filo logico in certi articoli e' davvero dura!
Ma ci guadagna la varietà di articoli che si possono leggere oggi a discapito di una idea dell'informatica come materia di studio con regole e metodi rigorosi. D'altra parte l'immediatezza degli ambienti di sviluppo moderni con tutte le facilities disponibili e la ricchezza delle librerie spesso gratuite (o comunque della serie "intanto usiamole poi se qualcuno se ne accorge vedremo cosa fare", tipico approccio di software house nostrane e non solo di quelle piccole) rende l'accademia per un certo verso un inutile retaggio "dei tempi che furono".
L'aspetto più interessante di questa pubblicazione è la presenza di due sotto-riviste dedicate ai due mondi Commodore e Sinclair con relative liste di club nati in Italia, inutile nascondersi dietro un filo d'erba, con l'unico scopo di scambiarsi software (oggi si dice "piratare", un tempo non usava...). D'altra parte all'epoca il software si digitava pazientemente su scomode tastiere o si leggeva con alterne fortune da cassette audio; la logica voleva quindi che il lavoro fosse in qualche maniera distribuito. Senza contare il "fai da te" informatico con i classici programmi per la visualizzazione bidimensionale delle funzioni di una variabile o i bioritmi, esempio di programmazione del tutto inutile in sé ma con il pregio di contenere concetti logici essenziali come i cicli e il calcolo delle date.
Nel 1984 il PC IBM esisteva già ma sembrava improbabile la sua diffusione in ambiente domestico (costava più di dieci milioni di lire), mentre grande speranza veniva posta su quei sistemi home più economici di quelli prodotti da Apple come appunto i prodotti Commodore e Sinclair. Quest'ultima azienda aveva immesso un anno prima sul mercato un personal "rivoluzionario". L'aggettivo non sembri esagerato, il Sinclair QL (Quantum Leap) si poneva come un cambio di rotta nella strategia aziendale della Sinclair Limited: un vero calcolatore "business" che proponeva già all'acquisto quattro programmi che oggi chiameremo "office": un foglio di calcolo, un database, un word processor e un programma di grafica business (istogrammi, torte e poco più).
Questa strada della dotazione software di base sarà seguita anche dalla Commodore con il suo PLUS/4, derivato dal C-64, ma con esso completamente incompatibile a cominciare dalla CPU usata, che avrà scarsissima diffusione ed è oggi uno dei pezzi più rari da trovare sul mercato del retro-computing. Del resto nemmeno il QL si può vantare di significativa longevità: due/tre anni al massimo, poi l'oblio e a vederlo dentro non era poi molto diverso dal predecessore Spectrum. La CPU è un 68000, dicono a 16 bit, ma bisogna vedere come sono sfruttati, le prestazioni sono sicuramente superiori ai precedenti modelli, la dotazione di RAM cresce, lo stesso Basic si evolve con estensioni curiose. Ad esempio nel QL-BASIC si puo' fare l'operazione "tre + 4" ottenendo 7 come risultato! Simpatico, anche se forse poco utile e foriero di confusione nei sorgenti.
La rivoluzione vera, se vogliamo, stava nei "micro-driver", descritto come una memoria di massa ad accesso casuale (tipo un floppy, insomma), ma in realtà un nastro a loop infinito, cioè senza inizio o fine, cosa che evita il riavvolgimento. SI potevano collegare anche allo Spectrum con una interfaccia che mi sembra di ricordare si chiamasse "Interfaccia 1" da collegare al bus esterno. Il QL ne contiene due embedded nel cabinet ma altri esterni si possono collegare in cascata (mi sembra fino a otto unità).
Insomma c'era di che divertirsi per molte, molte sere...
Ad Excelsior - Giugno 2005
| Editore |
Gruppo Editoriale Jackson |
| Lingua |
Italiano |
| Già |
Sperimentare |
| Argomenti |
Elettronica analogica e digitale; hardware e software sistemi personali; Sinclair Club |
Collezione Fascicoli
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Legenda: rosso = posseduto |
grigio = mancante
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